CHI SIAMO

VILLA ANGARANO BIANCHI MICHIEL è una dimora Palladiana, inserita nell’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 1996.

A pochi chilometri dal centro di Bassano del Grappa è immersa in un paesaggio di grande suggestione tra i vigneti, le colline di S.Eusebio, il fiume Brenta e il massiccio del Monte Grappa.

Le cinque sorelle (Carla, Giovanna, Anna, Maruzza, Isabella Bianchi Michiel) custodiscono con grande cura e dedizione questo meraviglioso patrimonio artistico culturale nel più totale rispetto della storia, del territorio, e delle tradizioni locali senza tuttavia dimenticarsi dell' importanza dello stare al passo coi tempi.

La missione è quella di continuare ad essere uno dei principali punti di riferimento per il territorio di Bassano del Grappa, cercando di mantenere viva, con integrità e laboriosità, la bellezza della Villa come lo era 500 anni fa.

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L A   S T O R I A

 

Villa Angarano Bianchi Michiel è una delle meraviglie Palladiane nel territorio vicentino, situata a nord di Bassano del Grappa nella Contrà Sant'Eusebio, sulla riva destra del fiume Brenta. Villa Angarano fu commissionata dal nobile vicentino Giacomo Angarano all’architetto Andrea Palladio a cui lo legava uno stretto rapporto di stima e amicizia. Andrea Palladio infatti gli dedica i primi due libri del suo trattato “I quattro libri dell’architettura“ dove descrive come la Villa godesse dei benefici della vicinanza del fiume Brenta che oltre a essere navigabile è fonte di utilità per il bene primario dell’acqua e per l’abbondanza di pesci. E’ interessante l’annotazione del Palladio sulle delizie locali come il vino e i frutti: “È questo luogo celebre per i preziosi vini, che vi si fanno, e per li frutti che vi vengono e molto più per la cortesia del padrone”.

Il Palladio elabora per Giacomo Angarano altri progetti: il palazzo di Vicenza, che ospiterà il matrimonio della figlia del Palladio e il ponte sul torrente Cismon. La Fabrica ebbe inizio nel 1548, ma il complesso rimase incompiuto. Di Andrea Palladio  sono le Barchesse o porticati e parte della Corte agricola  con i granai, la colombara, le stalle e la cantina. Il Corpo centrale del complesso attuale è tardo barocco. Quest’ultimo fu progettato e realizzato alla fine del Seicento dall’architetto veneziano Domenico Margutti allievo di Baldassare Longhena per volere di Maria Molin in Gradenigo. La Chiesetta gentilizia di S. Maria Maddalena ospitata sul fronte della Barchessa est è anch’essa attribuita al Margutti e realizzata all’inizio del 1700. Le 18 statue presenti sono tutte attribuite a Giacomo Cassetti detto il Marinali (1682-1750), scultore di notevole pregio artistico che molto operò per le Ville Venete. Di queste quattro si trovano all’interno della Chiesetta e rappresentano soggetti sacri.

 

UNA STORIA ANTICA da Giacomo Angarano ai Bianchi Michiel

 

Nel 1548 Giacomo Angarano sposa Bianca Nievo figlia di Galeazzo e Paola Thiene. Nel 1588 la morte prematura del figlio Stefano e la conseguente pretesa di restituzione di una dote consistente da parte della vedova costringe Giacomo Angarano a cedere parte dei suoi beni, compresa la villa in Angarano. Il progetto si ferma , non sarà portato a termine come previsto.  L’imminente vendita alla famiglia veneziana Formenti interrompe definitivamente l’iter della fabbrica e dà inizio alla successione della Villa per via femminile. Cornelia Formenti la porta in dote a Gerolamo Molin. La figlia Maria nel 1654 sposa Paolo Gradenigo, senatore della Repubblica di Venezia, e sarà proprio Maria Molin  che nel suo testamento, in data 1669, dà l’esatta indicazione della ricostruzione della Villa. Il nuovo progetto abbandona le linee classiche del Palladio per rinascere in quelle barocche così come ci appaiono oggi nella loro maestosità. I lavori terminano nei primi anni del ‘700.

Ancora una volta la villa passa di proprietà dai Gradenigo ai Pisani per arrivare uxorio nomine ai primi del Ottocento alla famiglia dogale veneziana Michiel. Oggi la villa è di proprietà delle cinque sorelle Carla, Giovanna, Anna, Maruzza e Isabella Bianchi Michiel che la vivono nel rispetto della tradizione e la conservano come un bene storico.

L’ A Z I E N D A   A G R I C O L A

L’azienda agricola con i vigneti, gli oliveti e i campi prosperò per tutto il 1800, passò indenne la prima guerra mondiale durante la quale fu nelle retrovie del fronte e rimase immutata fino alla metà del 1900. Negli anni ’60 del 1900 fu tracciata una nuova strada attraverso le Quare e incominciò quella trasformazione urbanistica e del paesaggio che ci ha portato alla situazione dei nostri giorni.

La storia del complesso produttivo agricolo è molto più antica della metà del 1500. Nelle vicinanze della villa sono venuti alla luce i resti di una villa rustica di età romana imperiale (II° sec d.C.): un centro di produzione agricola; e certamente il vino, l’olio e i cereali erano i prodotti principali. Altri insediamenti più antichi risalenti ai paleoveneti si trovano nei pressi del vicino colle Castellaro e risalgono al bronzo finale. Il primo documento noto che ci dà un ritratto del paesaggio agrario del territorio nel Medioevo è il Regestum possessionum comunis Vincencie del 1262, dove troviamo anche la descrizione di alcuni campi con vigne posti nelle attuali pertinenze della villa Angarano ora Bianchi-Michiel. Il Regesto fu compilato dal Comune di Vicenza immediatamente dopo la fine degli Ezzelini per censirne i beni presenti nel territorio vicentino.

 

Nei secoli successivi la proprietà agricola nella contrada delle Quare rimarrà frammentata ma con la preminenza degli Angarano e poi dei loro successori fino a costituire, con graduali acquisizioni, una grande proprietà indivisa con al centro la villa.

La storia del complesso produttivo agricolo è molto più antica della metà del 1500. Nelle vicinanze della villa sono venuti alla luce i resti di una villa rustica di età romana imperiale (II° sec d.C.): un centro di produzione agricola; e certamente il vino, l’olio e i cereali erano i prodotti principali. Altri insediamenti più antichi risalenti ai paleoveneti si trovano nei pressi del vicino colle Castellaro e risalgono al bronzo finale.

L’azienda agricola attualmente comprende cinquanta ettari, di cui 8 a vigneto che si estende fino alla sponda destra del fiume Brenta. Il terreno di origine alluvionale e la brezza notturna della Valsugana portano un particolare beneficio sia alla vite che agli ulivi.
E’ per merito di tale ricchezza climatica che queste terre sono sempre state scelte e mai abbandonate.

 

Il vino, come testimonia il Palladio, qui si è sempre prodotto.

 

L’azienda produce OLIO EXTRAVERGINE dagli oliveti che crescono sulle colline circostanti la Villa.

Via Contrà Corte 15

S. Eusebio, 36061

Bassano del Grappa (VI)

Italy

Tel: 0424 503086

Cel: 3391413934

info@villaangarano.com

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