Una Storia Antica
I Vigneti Delle Quare Della Villa Angarano Bianchi-Michiel
"È questo luogo celebre per i preciosi vini, che vi si fanno, e per li frutti che vi vengono, e molto più per la cortesia del padrone"
È la celebre notazione di Andrea Palladio che descrive il territorio e mette in risalto la cortesia del suo committente Giacomo Angarano. Il Palladio era stato incaricato nel 1548 di progettare una nuova sistemazione della casa dominicale e degli annessi rustici.
La storia del complesso produttivo agricolo è molto più antica della metà del 1500.
Nelle vicinanze della villa sono venuti alla luce i resti di una villa rustica di età romana imperiale (II° sec d.C.): un centro di produzione agricola; e certamente il vino, l'olio e i cereali erano i prodotti principali.
Altri insediamenti più antichi risalenti ai paleoveneti si trovano nei pressi del vicino colle Castellaro e risalgono al bronzo finale.
Il primo documento noto che ci dà un ritratto del paesaggio agrario del territorio nel Medioevo è il Regestum possessionum comunis Vincencie del 1262, dove troviamo anche la descrizione di alcuni campi con vigne posti nelle attuali pertinenze della villa Angarano ora Bianchi-Michiel. Il Regesto fu compilato dal Comune di Vicenza immediatamente dopo la fine degli Ezzelini per censirne i beni presenti nel territorio vicentino.
Nei secoli successivi la proprietà agricola nella contrada delle Quare rimarrà frammentata ma con la preminenza degli Angarano e poi dei loro successori fino a costituire, con graduali acquisizioni, una grande proprietà indivisa con al centro la villa.
L'azienda agricola con i suoi vigneti, oliveti e campi prosperò per tutto il 1800, passò indenne la prima guerra mondiale durante la quale fu nelle retrovie del fronte e rimase immutata fino alla metà del 1900.
Negli anni '60 del 1900 fu tracciata una nuova strada attraverso le Quare e incominciò quella trasformazione urbanistica e del paesaggio che ci ha portato alla situazione dei nostri giorni.
In questi ultimi anni il vigneto delle Quare sotto casa e di mezzo ha ripreso vita e insieme a quello del brolo orientale, a mattina, presso la Brenta dove si trovavano i dodici filari e mezzo di epoca ezzeliniana ha ripreso la tradizione antica e ancora si può dire: "E' questo luogo celebre per i preciosi vini, che vi si fanno, e per li frutti che vi vengono, e molto più per la cortesia del padrone".